
SALONE OFF VENTIDUESIMA EDIZIONE
Le iniziative della Fondazione Salvemini
Dall’8 al 19 maggio, torna la ventiduesima edizione del Salone OFF del Salone Internazionale del Libro di Torino, l’iniziativa che porta la cultura fuori dai confini della fiera. Un festival capillare e inclusivo che abbraccia le circoscrizioni di Torino, trenta comuni della Città Metropolitana e diverse località della Regione Piemonte.
La formula consolidata propone centinaia di appuntamenti, la maggior parte dei quali gratuiti, in spazi non convenzionali: dalle biblioteche alle botteghe, dai musei ai parchi, fino a cinema e teatri. L’offerta spazia tra incontri con gli autori, reading e dibattiti, concerti, spettacoli teatrali e proiezioni, ma anche laboratori per bambini e workshop per adulti.
Anche quest’anno la Fondazione Salvemini prende parte al palinsesto culturale con due importanti appuntamenti.
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
Mercoledì 13 maggio ore 18:15 | Biblioteca Polo del ‘900
Il NO che cambiò l’Italia. I diritti dal referendum sul divorzio a oggi
«Volete il divorzio? Allora dovete sapere che dopo verrà l’aborto. E dopo ancora, il matrimonio tra omosessuali. E magari vostra moglie vi lascerà per scappare con la serva.» Così cinquant’anni fa Amintore Fanfani, segretario della Democrazia Cristiana, tuonava profeticamente invocando l’abrogazione del divorzio. È il 13 maggio 1974 il giorno in cui l’Italia si scopre un Paese diverso: più libero, consapevole della necessità di difendere i propri diritti e di impegnarsi in prima persona. Da quel primo storico referendum si apre un percorso lungo cinquant’anni fatto di conquiste, conflitti e trasformazioni: l’aborto, la legge sul cambio di sesso, le unioni civili, fino a questioni ancora aperte come il fine vita, la gestazione per altri e i nuovi modelli familiari.
Il No che cambiò l’Italia, edito da Biblion Edizioni, frutto del progetto della Fondazione Salvemini La stagione dei diritti. L’Italia a cinquant’anni dal referendum sul divorzio, è un volume che raccoglie voci e sguardi diversi – storico, sociologico, filosofico, giuridico e militante – che, come tessere di un mosaico variegato, raccontano per temi i diritti civili, restituendo uno sguardo trasversale su un percorso che ha attraversato e continuerà ad attraversare le generazioni.
I curatori Lorenzo Cabulliese e Samuele Moccia in dialogo con Ludovica Poli (UniTo) e Giulia Ricci (giornalista de La Stampa).
READING TEATRALE
Martedì 19 maggio ore 17:30 | Auditorium Polo del ‘900
Odilia e le altre. Un ricordo di Laura Mancinelli a 10 anni dalla scomparsa
“Una luce bianca illumina improvvisamente il pavimento della mia camera, mette in risalto i disegni bianchi, rossi e grigi delle antiche piastrelle, come si usavano nell’Ottocento, disposte a formare spigolose forme sulle quali ho spesso fantasticato di grandi fioriture tropicali, immense e coloratissime, finché la mente si perdeva in un immaginare stanco e vano. So bene che quella luce viene dalla luna, il nostro satellite, capriccioso e pazzerello […]”.
Inizia così il viaggio intorno ai temi e alle storie “generate” dalla luna nella fervida fantasia creatrice di Laura Mancinelli, nelle sue amate storie medievali, su sentieri e orbite di racconto che da uno sguardo di notte, obbligatorio, oltre una finestra rischiarata dai pallidi bagliori del cielo, si sposta sulle tracce della marchesa di Challant, che aveva l’abitudine di uscire a cavallo la sera, prima del tramonto, con qualunque tempo, d’estate e d’inverno, col sole, col vento, con la neve e con la pioggia […]. E poi la Pretessa e i suoi artifici per scacciare i diavoli dal castello, i preparativi per il matrimonio curati da Madame Ballon, ma soprattutto la badessa Odilia e il suo refettorio imbandito, pronto ad accogliere i suoi ospiti.
Queste ed altre storie di antichi fatti riportati alla nostra attenzione dalla profonda e leggera penna di Laura Mancinelli, per ricordarla ancora una volta e farle omaggio. Sulle tracce della luna, sulle ali della fantasia.
A cura di Assemblea Teatro, in collaborazione con il Centro Studi Laura Mancinelli e la Fondazione Salvemini.